intervento della dott.ssa Rossana Ferrari nel corso della riunione del 15,05.14

Ringraziamo il Sig. Ministro per la nuova convocazione e per l’attenzione che dimostra circa l’annosa questione della riforma della magistratura onoraria. Avendo avuto gia’ modo di confrontarci sulle idee, alla scorsa riunione del 30-4-2014, intendiamo ribadire la nostra volontà di collaborare per giungere a soluzioni condivise. Anzitutto concordiamo sulle linee guida esposte, a cui peraltro il Sig. Ministro ha detto che non intende derogare: unificazione di tutta la magistratura onoraria ed istituzione dell’ufficio del giudice. L’unificazione e’ imprescindibile per garantire l’organicita’ della riforma, pur preservando le rispettive prerogative: ci e’ stato detto che, a tutela delle competenze acquisite, chi svolge ora le funzioni di magistrato onorario con competenze proprie potra’ continuare ad esercitarle (come gdp oppure come Got o Vpo ), mentre i nuovi accederanno all’ufficio del giudice , non con funzioni ancillari. Questo ovviamente è espresso in forma riassuntiva per i colleghi che non erano presenti alla precedente riunione. Ribadiamo quello che avevamo osservato e su cui abbiamo ricevuto il consenso di numerosissimi magistrati onorari: il pagamento di emolumenti collegato al raggiungimento di obiettivi presenta due grandi criticita’, cioe’ e’ meno oggettivo del cottimo , che invece puo’ essere quantificato e verificato, e presuppone valutazioni dei capi degli uffici che potrebbero essere influenzate da simpatie o antipatie personali. Inoltre non tiene conto del fatto che alcuni presidenti di sezione assegnano poche incombenze agli onorari. Soprattutto prevede la possibilita’ che un’attivita’ lavorativa non sia remunerata, il che e’ inaccettabile. Diciamo quindi si all’eliminazione del cottimo, che e’ un sistema illegittimo di remunerazione di funzioni giudiziarie(come affermava la Corte Costituzionale gia’ 50 anni fa), ma solo nel senso di sostituirlo con un emolumento fisso mensile dignitoso. L’eventuale calo di produttivita’ conseguente alla sostituzione del cottimo con il fisso puo’ essere risolta’ tramite verifiche frequenti dell’attivita’ svolta, cui possono conseguire premi di produzione, per particolare laboriosita’, o sanzioni disciplinari modulate, tra cui la sospensione dall’esercizio delle funzioni, per il caso opposto. Ribadiamo che la mancanza di produttivita’ spesso e’ collegata a quanto i capi degli uffici assegnano agli onorari. La seconda problematicita’ e’ data della proroga di dodici anni: concoriamo con l’impianto generale, indicato dal Sig. Ministro al precedente incontro, secondo cui la magistratura onoraria deve essere un momento di passaggio verso altre funzioni e non una soluzione lavorativa a tempo indeterminato, ma riteniamo che questo valga per i prossimi magistrati onorari, per cui forse la permanenza per otto o dodici anni e’ persino eccessiva. Per chi svolge pero’ le funzioni da decine di anni e si e’ trovato, anche suo malgrado, nell’impossibilita’ di dedicarsi ad altre attivita’, dato l’impegno sempre
maggiore chiesto dai capi degli uffici, non sembrano sufficienti i dodici anni massimi di proroga, stante l’assoluta perdita di chances lavorative .Va ricordato che in passato ilCSM ha escluso dalle graduatorie del concorso per magistrati onorari gli aspiranti che avevano dato una disponibilita’ di tre giorni alla settimana per lo svolgimento delle funzioni, mentre li ha riammessi quando la disponibilita’ e’ salita a cinque giorni settimanali. Non vi e’ chi non veda che, oltre alla durata dei processi, che spesso si protraggono fino al pomeriggio, la complessa preparazione dell’udienza e la redazione dei provvedimenti comportano un impegno lavorativo completamente assorbente. I colleghi interpellati, vista la preclusione alla permanenza fino ai settantacinque anni indicata dal Sig. Ministro nella precedente riunione, hanno proposto una proroga di maggiore durata ed, all’esito, il passaggio ad altre funzioni della magistratura onoraria. Chiediamo cioe’ che venga attuato quello che ANM ha definito un “ virtuoso percorso di mobilita’ interna al circuito onorario” . Ulteriori contenuti della riforma da noi richiesti, sono: la presenza dei magistrati onorari negli organi di etero governo, non solo locali (nei Consigli Giudiziari i Gdp hanno gia’ un loro rappresentante, Got e Vpo no, e questo puo’essere superato dalla unificazione della magistratura onoraria), ma anche al CSM : e’ opportuna la presenza di delegati dei magistrati onorari nella sede in cui vengono prese le decisioni sulle sanzioni disciplinari che arrivano fino alla revoca. Su quest’ultimo aspetto, riteniamo che sia opportuna una maggiore modulazione delle sanzioni stesse, collegata alla gravita’ del comportamento. La nostra associazione e’ favorevole poi all’ampliamento delle competenze dei GdP e dei Got e Vpo, e chiede che sia consentita la possibilita’ di applicazione dei magistrati onorari ad altri uffici giudiziari rispetto a quello di appartenenza, per un miglior utilizzo delle risorse, con riconoscimento di idonea indennita’ suppletiva. Chiede inoltre l’estensione della tutela delle lavoratrici madri dettata dalla legge 30-12-1971 n.1204. Sulla previdenza riserviamo ogni valutazione a quando verra’ quantificato l’importo dell’emolumento: se questo sara’ sufficiente siamo disponibili, dato il particolare momento economico, a provvedere direttamente con piani di accantonamento privato. Ribadiamo la necessita’ di un regime transitorio, come gia’ detto e come ci e’ stato assicurato nel precedente incontro, per quanti svolgano funzioni onorarie all’entrata in vigore della legge di riforma.

Rossana Ferrari

Presidente UNIMO

Unione Nazionale Italiana Magistrati Onorari