Resoconto riunione del 29 maggio 2014 tra Il Ministro e le associazioni di categoria

Si avvisano i colleghi che le votazioni saranno attive quando perverranno dal Ministero alcuni chiarimenti richiesti da UNIMO in merito alle tre proposte.

Una delegazione di UNIMO, su convocazione del Ministro della Giustizia Andrea Orlando ha partecipato, insieme alle delegazioni dei Giudici di Pace e delle altre associazioni di categoria, alla riunione tenutasi il 29 maggio 2014 presso la Sala Falcone del Ministero.

Oggetto della riunione è stata la normativa transitoria della riforma della Magistratura Onoraria.

Il Capo di Gabinetto dott. Melillo, dando l’avvio ai lavori, ha detto che il Ministro intende collaborare con tutte le sigle associative comprese quelle che ribadiscono la proclamazione dell’astensione dalle udienze e che manifestano il loro disaccordo attraverso pubblici comunicati, ricadendo su di esse le responsabili delle loro decisioni.

Dopo pochi minuti dall’apertura della sessione è giunto il Ministro Andrea Orlando, il quale ha precisato che la riunione avrebbe avuto ad oggetto, in particolare, la durata della permanenza negli incarichi dei magistrati onorari in servizio, mentre, nel corso della prossima riunione, che sarà presto convocata, si discuterà della retribuzione (che non sarà erogata a cottimo) e delle tutele previdenziali.

Indi, si sono susseguiti alcuni interventi dei magistrati onorari presenti, i quali hanno per lo più insistito sulle proposte formulate con i documenti già inviati il 20 maggio 2014.

Il presidente di Federmot, nell’ambito del suo intervento, rilevava, in particolare, la opportunità di non prevedere l’estensione delle competenze dei GOT in quanto, a suo dire, ciò potrebbe non essere gradito ai magistrati professionali.

Egli concludeva, pertanto, chiedendo la separazione delle posizioni dei GOT rispetto a quelle dei VPO e dei GDP con previsioni normative diverse.

A tale intervento non si è ritenuto replicare valendo a smentirlo la circostanza che l’estensione delle competenze dei GOT è di fatto intervenuta proprio ad opera della Magistratura professionale attraverso le tabelle organizzative del triennio organizzativo ancora vigente.

Va da sé, quindi, che la magistratura professionale non percepisce i GOT come una organismo giurisdizionale che erode le sue prerogative ma anzi, auspica l’estensione delle loro competenze (vedi audizione informale del presidente dell’ANM, dott. Rodolfo Sabelli, davanti alla Commissione Giustizia del Senato del 23 gennaio 2014, di cui si riporta lo stralcio di interresse facente parte del commento di ANM al ddl Caliendo: “f) art. 18: Eccessivamente rigide sono le previsioni di cui all’art. 18 comma 2, che non tengono nel dovuto conto quelle situazioni di emergenza che possono presentarsi anche in assenza delle diverse condizioni previste per l’assegnazione di affari ai giudici onorari (ciò, con particolare riguardo all’ipotesi di cui alla lettera a) della disposizione in esame. Infatti, è pienamente condivisibile, ed in linea con la più recente normativa secondaria del CSM, la possibilità di assegnazione di un ruolo, scelta che supera la concezione tradizionale del magistrato onorario come mero supplente del magistrato ordinario impedito o assente, tuttavia da un lato le esclusioni oggettive contenute nei commi 3 e 4 porterebbero ad un utilizzo dei giudici onorari più ristretto e marginale di quello attualmente consentito dalla vigente circolare CSM e dall’altro, con riguardo al penale, esse appaiono talvolta troppo rigide con riguardo a fattispecie di minore complessità tecnica (ciò, pur condividendosi il criterio generale di lasciare talune delicate materie al giudice ordinario). Va anche considerata la disarmonia che si realizzerebbe rispetto alla competenza del giudice di pace, al quale sono affidati, ad esempio, i casi di lesioni colpose anche gravissime da incidente stradale).

Il Ministro ha, comunque, ribadito la sua volontà di estendere le competenze di tutta la magistratura onoraria e di unificare i Giudici di Pace e i GOT in un’unica categoria.

Conclusa la prima fase degli interventi, il Ministro ha proposto tre regimi di permanenza nel servizio invitando i presenti a scegliere quello ritenuto più confacente alle proprie esigenze, precisando che, qualora tale scelta non potesse essere immediatamente espressa tale opzione sarebbe stata oggetto del prossimo incontro, ove la proposta prescelta sarà definita anche nei dettagli.

Egli ha precisato, altresì, che la tendenza del Governo è quella di operare uno svecchiamento del personale della pubblica amministrazione e che, pertanto, sarà previsto un abbassamento generale della età pensionabile, compresa quella dei magistrati professionali (le norme in proposito saranno oggetto della riforma della giustizia che dovrebbe essere stesa entro la fine del prossimo mese di giugno).

Le proposte di permanenza nel servizio sono le seguenti:

  1. regime di proroghe quadriennali che consentirebbero ai magistrati onorari (previo esito positivo delle valutazioni circa l’attività prestata) di permanere nel servizio sino al compimento del 60° anno di età per i più giovani, mentre i più anziani, eccezionalmente, trattandosi di regime transitorio, sarebbe possibile permanere sino al 70° ovvero 72° anno di età;

  2. tre o quattro mandati quadriennali che consentirebbero ai magistrati onorari (previo esito positivo delle valutazioni circa l’attività prestata) di permanere nel servizio sino al 60° anno di età ma non oltre il 70° ovvero 72°;

  3. Numero di proroghe modulato secondo le fasce di età e in questo caso non esisterebbe la mannaia del 60° anno di età.

Il Ministro ha, infine, chiarito che, comunque, sarebbe consentito a tutti di rimanere in servizio sino a che non sia stato raggiunto il numero di anni di servizio necessario alla maturazione dei contributi previdenziali.

E’ stato, altresì, evidenziato che sia l’aspetto retributivo sia quello previdenziale saranno sottoposti al vaglio del Ministero dell’Economia che dovrà verificarne la compatibilità con le risorse finanziarie disponibili a tal uopo.

Infine, è stato ribadito che l’ufficio del processo delineato nelle linee guida rese note lo scorso aprile riguarderà la magistratura onoraria futura e che i magistrati onorari attualmente in servizio e in regime transitorio potranno farne parte qualora esprimessero la propria volontà in tal senso.

Il Ministro ha, infine, evidenziato che appare palesemente contraddittorio da parte di alcune associazioni di categoria, partecipare al tavolo tecnico mostrando un atteggiamento conciliativo e contemporaneamente manifestare il proprio disaccordo con le proposte ministeriali attraverso l’astensione dalle udienze e la pubblicazione di comunicati di opposto tenore.

Ci riserviamo di integrare tale resoconto con maggiori dettagli sulle proposte di permanenza qualora, nelle more della prossima convocazione, dovessero pervenire ulteriori chiarimenti in proposito.

Si rimane nella convinzione che stante lo stato dell’arte non si ravvisano ragionevoli motivi per astenersi dalle udienze ovvero ad aderire a qualsiasi altra manifestazione di protesta in qualunque modo essa possa essere espressa.

Qualora il Ministro dovesse discostarsi da quanto assicurato nel corso delle riunioni sin qui tenutesi (permanenza nel servizio sino all’età pensionabile, estensione delle competenze, retribuzione adeguata all’attività svolta e tutele previdenziali) UNIMO manifesterà il proprio disaccordo nelle forme ritenute più opportune e inviterà i colleghi a parteciparvi.

Stefania Cacciola

Unione Nazionale Italiana Magistrati Onorari