COMUNICATO 12 aprile 2021 Consulta Magistratura Onoraria

Toghe onorarie, chiediamo fatti dopo parole Cartabia
ROMA
(ANSA) – ROMA, 12 APR – Siano trasformati in fatti le parole, “che molta fiducia avevano generato”, pronunciate sulla magistratura onoraria dalla ministra della Giustizia Marta Cartabia in occasione della presentazione del suo programma davanti alla Commissione Giustizia del Senato. La Consulta della magistratura onoraria incalza così il governo, facendo presente che i giudici onorari “continuano, anche in tempi di pandemia, a lavorare indefessamente, senza alcun diritto e senza alcuna tutela, ammalandosi quotidianamente, vedendosi negato ogni ristoro e, naturalmente, l’indennità commisurata a cottimo”. “In tempi estremamente recenti, sia la politica che la Magistratura associata, hanno ribadito l’urgenza di comporre la questione che coinvolge 4867 servitori dello Stato, in attesa di risposte chiare e definitive dopo gli arresti sovranazionali ed i plurimi moniti della Commissione europea avverso la condizione indecente in cui versano- ricorda la Consulta – Allo Stato si chiede di porre fine ad anni di palese sfruttamento di una categoria di lavoratori, definita ‘onoraria’ dalla penna di un astuto legislatore, al solo fine di negare le più elementari guarentigie sociali ed economiche, pur amministrando la stessa oltre il 50% degli affari civili e penali di primo grado”. Le toghe onorarie parlano di un trattamento economico “insultante” ,che viene “reiterato nell’impianto della riforma Orlando”, prossima alla “piena attuazione”. E nel ricordare che “la Commissione europea si appresta a depositare le proprie osservazioni” , fanno presente che “i documenti di denuncia” che le sono stati “pervenuti nel corso dei mesi” , avranno “un’incidenza decisiva ed assai negativa sulle determinazioni da assumersi nei confronti dell’Italia”, se il Governo “dovesse persistere nel suo silenzio”. (ANSA).
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